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dettaglio Pinacoteca Preziosa e suggestiva la quadreria del Duomo, ultimamente varie tele sono state restaurate. Di straordinaria ricchezza,

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Autori M - N
91. Manuzio Paolo (1512-1574)

Epistolarum Pauli Manutii Libri X, duobus nuper additis eiusdem quae Praefationes appellantur.
Venetiis, In Aedib. Manutianis – 1571; car. cors.

[16], 469, 139, 67 p., in 8° dorso cm. 15,5
A-Z8, AA-GG8, HH3, A-I8, K3, a-d8, e5
asum i-e- r,n- mede (3) 1571 (R)
Ref.: Adams I, 489 Sh. t. Boston II, 330 BM (STCI, p.413) Edit, CNC 27458 KVK CCFR
Piuttosto raro: una copia nella British Library, nelle Cambridge e North American Libraries, Glasgow, University College London, Monaco, Gottinga, Überlingen, Parigi (BnF), Marsiglia e in sette biblioteche d’Italia: Padova (BU), Bolzano, Mondovì, Perugia, Assisi, Torino e Vercelli.


Nel verso del frontespizio: ‘effigies Aldi Senioris’. Segue lettera dedicatoria al principe Alberico Cibo Malaspina, datata 1558, prima edizione di queste Epistole. Ne seguiranno delle altre, con aggiunte sempre maggiori. La nostra è la quarta, ed è la più importante e ricercata. Lettura interessante per la varietà dei destinatari, i contenuti e lo stile. Potevano essere richieste di codici, che durante la stampa venivano smembrati e, a volte, irrimediabilmente perduti: “Mitto, quae petis omnia, praeter unam Petrarchae paginam: quam ego, primum a pueris nostris, deinde a me ipso diligentissime quaesitam, ne inter fragmenta quidem reperire potui”; o di non poter correggere l’orazione dell’amico padovano, “homerica magniloquentia”, perché “adhuc languebam vetere morbo: et filio non leviter aegrotante”. Figlio che, in un momento di sconforto per la propria salute (“nec satis constat inter medicos, qui sit e0itus futurus”) affida all’amico viennese:”Te rogo pro nostra necessitudine, si quid mihi acciderit humanitus, filium meum Aldum, qui vivit Venetiis, tuis officiis, tuaque humanitate complectaris”. In molte pagine poi traspare la preoccupazione per l’impegno assunto nel continuare l’opera del grande padre perchè, come gli scrive il Caro, in riferimento a lui stesso: “… homines hoc animo esse, ut nihil a me nisi perfectum, absolutumque e0pectent”.
Libro ben conservato; qualche macchia d’umidità. Legatura in pergamena d’epoca, con lacci in cuoio restaurati.


Autore: admin
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Prof. Zampese Vittorio