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Autori M - N
95. Nizzoli Mario (1488-1566)

Nizolius sive Thesaurus Ciceronianus, omnia Ciceronis verba, omnemque loquendi, atque eloquenti varietatem comple0us. Nunc iterum dimidia fere parte auctior, ita ut plane alium, si cum aliis conferas, sis iudicaturus.
Venetiis, (Aldo Manuzio, il giovane) – 1576 – car. rom., iniz. orn., fregi.

[24], 535, [1], 472 p., in folio dorso cm. 30
6,††6, A-Z4, Aa-Zz4, Aaa-Zzz4, a-z4, Aa-Zz4, Aaa-Nnn4
Ref.: Edit CNC 27542 KVK
Molto raro: una copia a Manchester e nella Biblioteca Nazionale di Francia; presente in 10 biblioteche d’Italia (anche nella Biblioteca-archivio del Duomo di Schio).


L’opera segue di alcuni anni la prima aldina del 1570, e ne aumenta il pregio perché, come viene specificato nel frontespizio, fortemente “auctior”. L’opera ebbe grande fortuna (più di settanta edizioni), e venne sempre più crescendo, con aggiunte e correzioni del Nizzoli stesso e di altri. L’autore muore nel 1566, e in questa postuma edizione manuziana, il giovane Aldo fa precedere la commossa dedica che il Nizzoli aveva fatto a Francesco Gambara, nella cui famiglia era vissuto per tanti anni come istitutore, e che aveva voluto che l’opera, nel suo primo titolo di ‘Observationes in Marcum Tullium Ciceronem’, “ad Pratum Albuini, adque in edibus tuis imprimerentur (utendum est enim verbo novo, in re nova)”; anche se doveva riconoscenza agli Avogadro che “in editionem huius operis omnem pecuniam mihi liberalissime suppeditarunt”.
Seguono poi ben tre prefazioni, dirette al lettore, e che rivelano la particolare sensibilità culturale dell’editore: tutte le introduzioni aldine, infatti, meriterebbero una particolare attenzione editoriale. Notiamo il bel suggerimento di scegliersi come modello un autore: “nihilque perinde esse utile, quam unum e0 multis eligere, cui nos dicendo ac scribendo persimiles esse cupiamus”. Ritiene poi commovente poter raccogliere “omnes eius flores in unum fasciculum.. e0 quo haberent nostri homines unde bene dicendi facultatem et copiam sibi deinceps comparare possent”. Esercizio che il giovanissimo Aldo aveva già proposto con la sua opera “Eleganze..” (vedi cinquecentina) all’età di nove anni.
Il Manuzio infine confessa di aver avuto buon fiuto nell’intraprendere quest’avventura editoriale: “ingeniosi fuimus, cum Marii Nizolii, hominis et docti, et certe de lingua latina praeclarissime meriti lucubrationes hasce e0poliendas, e0colendasque suscepimus”. Enumera poi i vari motivi che l’hanno indotto “ut hoc munus susciperem”. E certamente commuove leggere, tra l’altro, la perorazione della lingua latina: “Quid enim utilius, quam mentis sensa ea lingua esplicare posse, quae in tota propemodum Europa, id est in tertia orbis terrarum parte pervagata est?”. E il lavoro sarà veramente duro, come lo possono ben sapere “ii qui noctes et dies in hoc ludo palestraque versantur”.
Legatura originale in cartapecora, malandata sul dorso e in parte rifatta; sofferenze da umidità e mediocre la carta e la stampa.



Autore: admin
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Prof. Zampese Vittorio